La crescita personale non è diventare una versione migliore di sé
Viviamo in una società che ci invita continuamente a migliorarci. Ma cosa succede quando la ricerca della crescita personale diventa un altro modo per sentirsi inadeguati?
"Devo lavorare su me stesso."
È una frase che ascolto spesso. Arriva in studio accompagnata da buone intenzioni.
"Vorrei essere meno ansioso."
"Vorrei essere più sicuro."
"Vorrei imparare a gestire meglio le emozioni."
"Vorrei finalmente diventare la versione migliore di me."
Nuovo anno, stessi nodi: quando i buoni propositi parlano di noi
L’inizio di un nuovo anno porta con sé una promessa implicita: cambiare.
Cambiare qualcosa di noi, delle nostre abitudini, delle nostre relazioni, del modo in cui viviamo il tempo e le emozioni.
Ci diciamo che sarà l’anno giusto per prenderci più cura di noi, per essere meno ansiosi, più presenti, più liberi.
Ma spesso, dopo l’entusiasmo iniziale, ci ritroviamo con la sensazione di essere sempre allo stesso punto. E questo può generare frustrazione, senso di fallimento, o la convinzione di “non essere capaci di cambiare”.